Architetture di superfici
nel vetro di Murano
Andrea Burana
Perchè Murano
non ha una tradizione
di superfici
Murano è una tradizione di oggetti.
Vasi, calici, lampadari, sculture, monili…
La ricerca si è concentrata sulla forma.
La superficie non diventa mai il campo della materia
Cosa accade se il vetro viene pensato come superficie


la sperimentazione
Accostando lunghe canne di vetro di Murano,
tradizionalmente utilizzate per ricavare le storiche Murrine,
la fusione
genera un campo continuo di vetro


Rivelare, non decorare
Con la molatura non si compie un gesto decorativo.
Il lavoro attraversa la materia e rivela la trama interna del vetro


Nuovo paradigma
Questa ricerca introduce nel vetro muranese una dimensione
rimasta fin ora inesplorata: la superficie come campo della materia.
Da questo passaggio nasce un nuovo linguaggio.
Il vetro di Murano continua la propria evoluzione


Grammatica
Questa ricerca non Costituisce soltanto un unico linguaggio.
Costruisce una grammatica della superficie

Materia
Quando la superficie diventa campo
il vetro smette di essere oggetto.
Diventa materia
Materia che riflette la luce
in un modo nuovo
Rivela profondità.
Rivela struttura


CONTERIE
Piccole preziose perle forate
prodotte a Murano per secoli.
Non più solo minuscolo oggetto da ornamento.
Accostate una ad una
diventano disegno.
Accorpate in quantità
diventano matrice di colore


La superficie non è rivestita.
viene costruita.
Migliaia di minuscole perle generano un campo di colore.
Luce che penetra.
Luce che si riflette


La superficie entra nello spazio
La superficie non è più solo materia
Ogni lavoro è una configurazione della materia
che costituisce luce, profondità, percezione.
Una ricerca sul vetro di Murano
come campo contemporaneo della superficie
