Questo lavoro nasce da un bisogno di sperimentare con la materia, di osservarla come un nuovo campo di possibilità.
La tradizione non è citazione di repertorio formale, ma sapere tecnico da implementare.
Murano diventa così un campo di nuove interpretazioni, di nuovi linguaggi.
Le tecniche storiche vengono osservate, accostate e applicate con diverso metodo, diventando una grammatica di processi.
Capace di generare superfici diverse e di creare un sistema aperto, in
continua evoluzione.
Da questo processo emerge una struttura materica in cui vetro, luce e gesto manuale costruiscono nuove configurazioni della superficie.








